Non è una novità, ma se ne parla sempre troppo poco: mi riferisco all'importanza del "Recupero".
Non vale solo per le persone che si allenano a finalità prestative, ma è la regola di chiunque voglia ritrovare il proprio equilibrio, il benessere, la salute attraverso l'attività fisica.
Allenamento e recupero sono un binomio imprescindibile e il processo che permette questo fenomeno viene chiamato Supercompensazione che non è altro che la capacità di adeguarsi alle condizioni ambientali in cui viviamo.
Ciascun individuo a seconda delle proprie caratteristiche personali (geni, età, storia, alimentazione, ambiente..) ha tempi più o meno lunghi da rispettare, perché avvenga questo fenomeno. Il mio punto di vista e che questa caratteristica non va sottovalutata, in quanto se tralasciata, il corpo va verso un Di-Stress (grande stress non più tollerato), innescando meccanismi metabolici, ormonali, immunitari negativi.
Se osserviamo il grafico, ci accorgiamo come a seconda di un determinato carico di lavoro, il corpo reagirà allo stress (in questo caso positivo) adattandosi alle nuove richieste e incrementando così le capacità già acquisite.

Ne conseguirà un aumento nella soglia di resistenza a tutti i meccanismi fisiologici con un progressivo miglioramento della funzionalità degli stessi.
Attenzione però allo scrupoloso rispetto del carico di lavoro che va cambiato in base al quotidiano stato del soggetto e che quindi nessuno strumento (cardiofrequenzimetro o...) riuscirà a determinare al meglio se non un Trainer esperto.
E' perciò determinante inparare ad avere consapevolezza delle personali condizioni giornaliere, che sono, insieme ad una graduale e costante progressione del carico, l'elemento in più al fine di migliorare performans e salute.
Nicola D'Adamo